Pubblicato il: 09/06/2026
ATUMTEK GROUP 2030: ecosistema applicativo AI-native e partnership strategica con il cliente assicurativo
Evolvere le nostre soluzioni in chiave AI ed essere il partner tecnologico di riferimento di compagnie, broker e intermediari. E’ l’obiettivo che Atumtek Group si è data guardando al 2030. Obiettivo su cui si è incentrata la due giorni programmatica che a Verona, un mese fa, ha riunito la Governance del Gruppo “sotto” un titolo evocativo:”𝘼𝙩𝙪𝙢𝙩𝙚𝙠 𝙁𝙤𝙧𝙬𝙖𝙧𝙙”. Sul tavolo, la riflessione sulle direttrici strategiche che stanno guidando la trasformazione del Gruppo e che rappresentano le colonne del 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 a cinque anni (2026-2030) di prossima presentazione.
In particolare, il focus è posto sull’evoluzione AI-native dell’ecosistema applicativo di Gruppo – Wise Danni, Wise Vita, Wise Portal, Wise Claims, Wise Analytics – e il ruolo di Atumtek come abilitatore tecnologico di riferimento per il mercato assicurativo; ancora, il rapporto con i clienti, le opportunità di mercato e la visione strategica al 2030. Temi strategici che abbiamo voluto affrontare direttamente con il presidente Fabio Piccinini.
- Pisa 2024; Alba 2025; Verona 2026. Tre “Governance Meeting”, tre tappe di un percorso di crescita del Gruppo in un settore Insurtech che corre veloce. Cosa è cambiato dalla prima edizione a oggi nella struttura del Gruppo, nell’agenda e negli obiettivi?
In questi ultimi tre anni e in riferimento al precedente piano industriale 2023-2025, Atumtek Group ha costruito e consolidato il suo posizionamento come player insurtech di riferimento per Compagnie, broker, intermediari e Bancassicurazione. Siamo partiti da tre aziende fondatrici, abbiamo integrato competenze e soluzioni, e oggi contiamo circa 27 clienti attivi. Quello che è cambiato è la consapevolezza del nostro ruolo: non vendiamo software, costruiamo relazioni industriali durature con chi deve gestire portafogli complessi nel mercato danni, vita e sinistri. Oggi, nel 2026, il piano industriale a cinque anni 2026-2030 introduce una discontinuità significativa: l’AI non è più un tema laterale ma il motore dell’evoluzione dell’intero ecosistema applicativo. Allo stesso tempo, la solidità della relazione con i clienti esistenti e la capacità di acquisirne di nuovi restano le leve di crescita principali. Le due dimensioni sono inscindibili: un ecosistema AI-native vale nella misura in cui risponde a esigenze concrete del mercato assicurativo.
Il mercato insurtech chiede oggi risultati concreti, non proclami. Qual è il segnale che Atumtek vuole mandare con il piano 2026-2030, sia in termini di evoluzione delle soluzioni applicative sia rispetto all’integrazione dell’AI?
Il segnale è uno solo: siamo un abilitatore tecnologico che conosce profondamente il business assicurativo, e questa combinazione è ciò che ci permette di integrare l’AI in modo efficace e non superficiale. L’ecosistema applicativo di Gruppo si articola su cinque asset principali: Wise Danni per la gestione end-to-end del portafoglio danni – dall’emissione alla coassicurazione, dalla contabilità tecnica alla reportistica regolamentare; Wise Vita per la gestione del portafoglio vita e previdenza, con il modulo previdenziale in fase di completamento; Wise Portal, il front end di collocamento B2B e B2C che abilita la distribuzione digitale dei prodotti assicurativi; Wise Claims per la gestione dei sinistri in modo strutturato e tracciabile lungo tutto il ciclo di vita; e Wise Analytics per l’analisi del dato assicurativo a supporto delle decisioni.
Su questo ecosistema, l’AI non si sovrappone come uno strato esterno: viene integrata nativamente in ciascuna soluzione, con l’obiettivo di accelerare processi, migliorare la qualità del dato e restituire al cliente una capacità decisionale che oggi richiede molto più tempo e risorse. Il tutto in un contesto normato e regolamentato, dove il “governo” umano dei processi rimane imprescindibile.
Tra compagnie, broker e intermediari gestite una base clienti diversificata: cosa chiede oggi il cliente assicurativo a partire dalla propria specificità?
La diversità della nostra base clienti è un punto di forza, non una complessità da gestire. Lavoriamo con grandi compagnie multi-ramo, broker specializzati, intermediari e bancassicurazioni, ognuno con esigenze specifiche e livelli di maturità tecnologica molto diversi. La realtà è che la maggior parte di loro ha sistemi gestionali con anni di storia alle spalle, e non può permettersi discontinuità operative. Il valore di Atumtek sta proprio nell’essere in grado di integrarsi con l’esistente, portando innovazione in modo incrementale: Wise Danni, Wise Vita, Wise Portal, Wise Claims e Wise Analytics sono progettati per dialogare con i sistemi core delle compagnie, non per sostituirli in blocco.
Le aspettative che raccogliamo più frequentemente sono tre: ridurre i tempi di implementazione e rilascio, migliorare l’integrazione tra le soluzioni applicative, e disporre di una base dati più solida per la reportistica regolamentare e le analisi di portafoglio. E’ esattamente qui che Wise Analytics porta un contributo differenziante. Il livello di fedeltà dei nostri clienti è elevato, e questo ci dice che la relazione funziona: dobbiamo capitalizzarla portando valore aggiunto continuo, non solo manutenzione.
Il mercato assicurativo italiano ha una componente significativa di sistemi legacy. Come vi rapportate con questa realtà e quali opportunità competitive vedete nell’attuale scenario, anche alla luce dell’evoluzione AI?
Il tema del legacy è centrale per chi opera in questo settore. La maggior parte dei nostri clienti non può permettersi discontinuità operative, e il nostro ecosistema è stato costruito proprio per integrarsi con l’esistente: i moduli Wise Danni, Wise Vita, Wise Portal, Wise Claims e Wise Analytics dialogano con i sistemi core delle compagnie senza richiedere migrazioni radicali. L’AI che stiamo integrando nelle nostre soluzioni segue la stessa logica: non sostituisce ciò che funziona, amplifica le capacità che già esistono velocizzando i processi di liquidazione sinistri, migliorando la qualità del dato di portafoglio, supportando la distribuzione digitale tramite Wise Portal.
Sul fronte delle opportunità, lo scenario attuale è favorevole: ci sono player di mercato in difficoltà operativa, e questo crea spazio per chi ha una proposta solida e un track record verificabile. Non stiamo aspettando che si liberino opportunità: stiamo costruendo attivamente la nostra posizione commerciale, con un’offerta che include anche servizi BPO a supporto delle funzioni operative dei clienti. È un completamento naturale dell’offerta tecnologica: il cliente che già usa le nostre piattaforme può esternalizzare anche la gestione operativa, con un unico interlocutore di riferimento.
Come evolve dunque il ruolo di un abilitatore tecnologico come Atumtek? E come l’AI modifica – o rafforza – il vostro posizionamento competitivo?
Non solo siamo un abilitatore insurtech ma siamo un partner tecnologico. E la distinzione tra fornitore e partner non è semantica: è sostanziale. Un fornitore consegna un prodotto e attende il prossimo ordine. Un partner capisce il business del cliente, ne anticipa le esigenze e partecipa alle scelte strategiche. Siamo posizionati come partner tecnologico e vogliamo esserlo in modo ancora più netto. L’AI rafforza questo ruolo, non lo sostituisce. La ragione è semplice: integrare l’AI in modo efficace nel settore assicurativo richiede una conoscenza profonda dei processi sottostanti, logiche attuariali, cicli di liquidazione sinistri, normativa di settore, dinamiche dei portafogli danni e vita. Chi non ha questa competenza di dominio rischia di applicare soluzioni generiche che non funzionano nel contesto assicurativo. Noi sappiamo esattamente cosa insegnare all’AI, come progettarla e cosa ottenere su ciascuno dei nostri asset applicativi. Questo è il vero vantaggio competitivo: non la tecnologia in sé, ma la combinazione di tecnologia e dominio. Nei prossimi anni lavoreremo per rendere questa combinazione ancora più solida: più verticale sulle esigenze specifiche per linea di business, più proattivi nella consulenza al cliente, più strutturati nel supporto post-implementazione.
Qual è la roadmap di sviluppo del portafoglio soluzioni nei prossimi anni?
Abbiamo articolato la roadmap su tre orizzonti temporali, con priorità chiare su ciascuna delle nostre soluzioni:
- – nel 2026 e 2027 il focus è sul completamento e consolidamento dell’ecosistema applicativo: il modulo previdenziale di Wise Vita, il potenziamento di Wise Claims per la gestione strutturata dei sinistri, l’evoluzione di Wise Portal per la distribuzione digitale B2B e B2C, e il rafforzamento delle capacità analitiche di Wise Analytics. In parallelo, portiamo avanti l’integrazione AI nativa su ciascun asset e l’avvio strutturato dell’offerta BPO. Stiamo ridisegnando il modo in cui il cliente utilizza Atumtek: verso un modello di servizio più continuativo, con una previsione di efficientamento dei processi del 40% già da questo 2026.
- – Nel 2028, il modello di erogazione evolve verso una logica di servizio a consumo: il cliente accede in modo modulare alle funzionalità delle nostre piattaforme, con maggiore autonomia operativa e costi proporzionali all’utilizzo effettivo.
- – Nel 2029/2030, il modello sarà pienamente scalabile: una piattaforma abilitante per compagnie, broker e intermediari di diverse dimensioni, con un’offerta verticale per ogni linea di business assicurativa.7
Per sostenere questa crescita serve una squadra adeguata. Come state strutturando il team e quali profili cercate per supportare l’evoluzione del portafoglio?
La nostra crescita dipende dalla qualità delle persone. L’integrazione dell’AI nell’ecosistema applicativo richiede un upgrade di competenze su tutta la struttura: i profili tecnici evolvono verso ruoli ibridi che combinano sviluppo software e comprensione dei processi assicurativi, mentre i profili senior diventano i referenti dell’implementazione AI sulle singole soluzioni. Costruiamo questo percorso attraverso l’Atumtek Academy e, da luglio 2026, con il programma di incentivazione per obiettivi su tutte le aree: un sistema che premia i risultati di team e costruisce una cultura di crescita condivisa. I profili che cerchiamo prioritariamente sono: esperti funzionali in ambito danni, vita e sinistri, project manager con esperienza assicurativa, figure di account management per relazioni strutturate con i clienti e – figura nuova e centrale nel piano – l’AI Manager, responsabile dell’integrazione coerente dell’intelligenza artificiale nell’intero ecosistema applicativo di Gruppo.
Come sarà Atumtek Group tra tre anni? Che cosa vi fa dire “ce l’abbiamo fatta”, guardando clienti, soluzioni e numeri?
Vedo un’Atumtek che è il punto di riferimento riconosciuto per la gestione dei portafogli assicurativi in Italia: danni, vita, sinistri, distribuzione digitale, analytics. Un Gruppo che ha completato l’evoluzione AI-native del proprio ecosistema applicativo e che è cresciuto insieme ai propri clienti, non accanto a loro. “Ce l’abbiamo fatta” lo diremo quando un cliente, dopo due anni di lavoro insieme, non potrà fare a meno di Atumtek perché le nostre piattaforme sono diventate parte integrante del suo modello operativo.
Il metro che conta non è il numero di installazioni: è la profondità della relazione e la misura in cui siamo stati capaci di portare valore reale, concreto, misurabile.
Il mercato assicurativo italiano ha ancora molta strada da fare nella modernizzazione tecnologica.
Noi vogliamo essere l’abilitatore di riferimento di quel percorso.