Pubblicato il: 26/02/2026
Dall’Insurance Communication Grand Prix un messaggio chiaro. La tecnologia segue ad una strategia comunicativa e di prodotto definita, consapevole e coerente.
C’eravamo all’Insurance Communication Grand Prix, l’iniziativa organizzata da Insurzine, in partnership con Touchpoint – l’ecosistema editoriale del “Creativity & Business” e promotore dei Touchpoint Awards, riconoscimento di riferimento per l’industria della comunicazione – e in collaborazione con IIA – Italian Insurtech Association, l’associazione italiana di riferimento per gli attori della filiera assicurativa che intendono innovare e sviluppare prodotti e offerte per affrontare le nuove sfide lanciate dal consumatore digitale.
Un’occasione di incontro e confronto con focus sui cambiamenti in atto nel settore e di valorizzazione di quelle realtà che si sono distinte per l’adozione di nuovi modelli comunicativi, contribuendo a stabilire i nuovi benchmark per il comparto. Siamo inoltre contenti che tra i relatori e i premiati ci fossero due nostri partner di nuovo e lungo corso come Wopta e Net Insurance.
Dai due momenti di approfondimento ci siamo “portati via” alcuni consigli utili per le Compagnie e che, di riflesso, sono ulteriori conferme anche per “noi” abilitatori tecnologici. “Dritte” per rispondere al meglio alla strategia di business delle Compagnie che – come sottolineato più volte negli speech di ieri – si deve posizionare a monte della tecnologia, che è e resta – a sua volta – uno strumento abilitatore e acceleratore. Una strategia comunicativa e di prodotto che deve essere definita, chiara, coerente e consapevole: capace anche di destrutturare – diminuendo – il linguaggio che chiede chiarezza e immediatezza.
L’approccio phygital in Italia sembra essere quello vincente. Siamo ancora un popolo in cui una customer journey completamente digitalizzata è meno recettiva
Obiettivo numero uno: ingaggiare i propri utenti. Come? “Attivando” i loro dati, attraverso la creazione di piattaforme Customer Data Platform (CDP)
Analizzare le preferenze degli utenti attraverso algoritmi che possano individuare il prodotto migliore
Attraverso il proprio sito web massimizzare le conversioni e portare le persone a parlare con l’agente o l’agenzia.
Aumentare la raccolta dati sia a livello quantitativo, sia qualitativo. Soprattutto i dati di “prima parte”, quelli che l’utente lascia consapevolmente e massimizzare anche quelli raccolti attraverso ecosistemi-partner
Arricchire il patrimonio informativo attraverso royalty e strategie di fidelizzazione
Occorre che la tecnologia possa “trasferire” l’approccio di fiducia ed affidabilità propria della consulenza in presenza anche nella consulenza digitale.
La tecnologia deve garantire la coerenza nell’experience dell’utente finale
La tecnologia deve supportare le Compagnie a rinnovare velocemente il concetto di prodotto e servizio
La tecnologia deve supportare quel rapporto tra “ecosistema – cooperazione – competizione” che deve essere insito nelle Compagnie
Infine, due punti essenziali:
Non aver paura di automatizzare alcune funzionalità: delegare a un software processi e flussi ripetitivi e di base
Non avere paura delle tecnologie più estreme: gli esempi di automazione completa di apertura sinistro tramite sensori e blockchain ci sono, pur a livello di case. Il tutto senza intervento umano.